Sabato, 23 Settembre, 2017

Roma Atletico Madrid (0-0): highlights della partita (Champions League girone C)

L'Atletico Madrid sbatte su Allison: a Roma finisce 0-0 Roma-Atletico Madrid, Di Francesco: “Alisson determinante, dobbiamo crescere”
Sabina Domenici | 14 Settembre, 2017, 01:16

Corriere della Sera (G.Piacentini) - È finita con la curva Sud a cantare cori in favore di Alisson. Usciamo a testa alta, abbiamo fatto una buona partita.

Nel secondo tempo la squadra di casa cala il ritmo e gli spagnoli cercano di approfittarne.

Roma-Atletico Madrid 0-0, le pagelle dei giallorossi: tra le migliori notizie la prestazione di Alisson, assolutamente decisivo, e i cambi di modulo, anche in corsa, di Eusebio Di Francesco. E' vero, è stato determinante.ma è anche vero che le grandi squadre hanno dei grandi portieri e noi ce lo teniamo molto stretti. Per 60 minuti siamo andati bene, poi è iniziata la sofferenza. Siamo stati anche fortunati, mentre contro l'Inter non lo siamo stati. A volte abbiamo rischiato troppo con passaggi orizzontali, non dobbiamo commettere questi errori e sbagliare giocate.

Alisson è sempre attento su Ferreira Carrasco, poi lasciano il campo due dei protagonisti più attesi, Griezmann e Nainggolan: al loro posto entrano, rispettivamente, Nicolás Gaitán e Lorenzo Pellegrini. Abbiamo avuto nel finale un pizzico di fortuna, ma anche oggi abbiamo disputato un ottimo primo tempo, poi nella ripresa siamo calati anche nel palleggio, ho visto meno qualità. Uomini che ci sono, a cominciare da un Gonalons ancora in panchina, ma da tenere in futura considerazione. Dall'altro lato del campo, Messi ha l'argento vivo addosso, e lo dimostra: prima colpisce un palo, poi costringe Sturaro a salvare sulla linea, propiziando il 2-0 di Rakitic che è lesto ad avventarsi sulla ribattuta corta del centrocampista bianconero.

Zamora era "El Divino", chi lo ha visto giocare ne sottolineava le movenze da ballerino, "l'armonico movimento che in fase di tuffo diventava apoteosi della bellezza del atletismo umano", scriveva Ernest Hemingway dopo aver visto a Siviglia giocare l'Espanyol, squadra nella quale giocava il numero uno spagnolo. Spalletti? Gli voglio bene, ho aspettato il mio momento, ma ho imparato molto anche perché Szczesny ha fatto sempre bene.

Per la Roma in questo difficile girone il pareggio segna già un affanno, ma al contempo serve a guadagnare fiducia nei propri mezzi. La mancanza di Totti si sente, così come quella di Salah.

I suoi centonovantadue centimetri sono incerti ma altamente redditizi, sarà forse per le origini tedesche, che vuol dire affidabilità almeno secondo il gergo comune; sarà forse e soprattutto per Daniel Pavan che da anni forma i portieri dell'Internacional di Porto Alegre e che a chi gli chiedeva chi fosse l'erede di Dida rispose senza titubanze: Alisson. Nessuno, in questo martedì che vale il debutto della Champions, in giro per l'Europa ha fatto come e più del brasiliano. No, perché la cosa più importante nel calcio non è l'estetica ma il gol.

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