Sabato, 23 Settembre, 2017

Ogm, Corte Ue contro divieto Italia 2013. Ma ora nuove regole

I mais OGM autorizzati per la prima volta sono il Bt11 e il TC1507 I mais OGM autorizzati per la prima volta sono il Bt11 e il TC1507
Lucrezia Musilli | 13 Settembre, 2017, 22:32

È quanto indicato dalla Corte di giustizia europea in una sentenza emessa oggi. Nutriamo fiducia e rispetto per le istituzioni comunitarie, tuttavia è del tutto irragionevole affermare, come riportato nella sentenza, che gli Stati membri e/o la Commissione non possano adottare provvedimenti di emergenza (ad esempio il divieto di coltivazione) nei casi in cui non sia stato accertato che un prodotto geneticamente modificato rappresenti un concreto rischio per la salute dei cittadini o degli animali o per l'ambiente.

Milano, 13 set. (AdnKronos Salute) - "Gli Stati membri non possono adottare misure di emergenza concernenti alimenti e mangimi geneticamente modificati, senza che sia evidente l'esistenza di un grave rischio per la salute o per l'ambiente".

Il decreto italiano del 2013 sugli Ogm non era legittimo.

La Ue aveva approvato l'uso dell'ogm in questione, il Mon 810 della Monsanto, nel 1998, ma nel 2013 il governo italiano aveva chiesto a Bruxelles di vietarlo, dopo che due studi scientifici italiani avevano messo in dubbio la sua innocuità. Giorgio Fidenato e altri hanno coltivato mais MON 810 in violazione del citato decreto, ragion per cui sono stati perseguiti penalmente. L'Italia è tra i 17 Stati membri che hanno scelto questa possibilità. E nell'ambito del processo penale a loro carico, il Tribunale di Udine si era rivolto alla Corte di Giustizia Ue chiedendo se, in materia alimentare, possono essere adottate misure d'urgenza per prevenire rischi di salute non ancora pienamente rivelati o compresi per via di un'incertezza scientifica.

Con l'odierna sentenza, la Corte esclude questa facoltà e sottolinea che "il principio di precauzione, che presuppone un'incertezza sul piano scientifico in merito all'esistenza di un certo rischio, non è sufficiente per adottare tali misure". L'articolo 34 autorizza gli Stati membri ad adottare misure di emergenza "quando sia manifesto che prodotti [geneticamente modificati autorizzati] possono comportare un grave rischio per la salute umana, per la salute degli animali o per l'ambiente". Esso può inoltre mantenere in vigore o rinnovare tali misure, finché la Commissione non abbia adottato una decisione che ne imponga la proroga, la modificazione o l'abrogazione.

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