Sabato, 23 Settembre, 2017

In Italia il 18% di laureati, contro il 37% della media Ocse

I lavoratori tedeschi sono più “fannulloni” di quelli Italiani Ocse: in Italia 'Neet' un ragazzo su 4
Tiziana Canali | 13 Settembre, 2017, 15:59

Il vero problema italiano è il lavoro e il numero insufficiente di laureati (siamo penultimi, dopo di noi solo il Messico). Una bocciatura a tutto tondo quella che arriva dal Rapporto Ocse Education at a glance 2017 all'indirizzo dell'Italia.

"Incrementare il numero di laureati - afferma la ministra Valeria Fedeli - è uno degli obiettivi che ci siamo prefissati e verso il quale ci stiamo già muovendo".

In particolare fornisce informazioni chiave sui risultati in uscita delle istituzioni scolastiche ed educative, l'impatto dell'apprendimento tra i vari paesi, le risorse finanziarie e umane investite nell'istruzione, l'accesso, partecipazione e progressione nell'istruzione, l'ambiente di apprendimento e l'organizzazione delle scuole. Particolarmente importante il divario di genere, il maggiore rilevato dall'Ocse, nel campo del settore educativo, dove le laurea femminili risultano essere al 95% per il primo livello e il 91& per il secondo.

L'Italia ha un importante sistema di istruzione professionale, con circa il 53% della popolazione iscritta.

Il Centro (20%) ha una maggior percentuale di laureati tra i 25-64enni rispetto al Nord (18%) e al Sud e Isole (15%).

L'Italia non investe in istruzione, per scelta e non per contrazione della spesa - mette in evidenza il segretario generale della Uil scuola, Pino Turi - i bassi livelli di spesa sono "indice di un cambiamento nelle priorità pubbliche piuttosto che di una contrazione generale di tutte le spese governative" si legge nel rapporto presentato oggi dall'Ocse. I dati migliorano tra i 25-34enni e soprattutto al Nord. La situazione è più grave in Campania, Sicilia e Calabria, dove un giovane su tre è un Neet.

Se infatti per la scuola primaria l'investimento pubblico nel 2014 è stato pari a 8.442 dollari americani - quasi come la media Ocse pari a 8.7333 dollari - e nella scuola secondaria 8.927 dollari contro i 10.106 di media Ocse, la spesa per la formazione universitaria e terziaria nel suo complesso è pari a 11.510 dollari contro i 16.143 della media Ocse.

Bene anche le discipline scientifiche, che hanno avuto il 24% dei laureati, un dato di poco inferiore alla media Ocse. Secondo l'organizzazione, nel nostro Paese le prospettive di lavoro per i laureati sono inferiori rispetto a quelli dei diplomati.

L'esempio più eclatante per sottolineare la cesura tra Pil e lavoro la si evince con il confronto con la Grecia, nella Repubblica affacciata sull'Egeo, tra le nazioni più "stakanoviste" nell'area UE, si lavora in media 2035 ore annuali, equivalenti a 9 ore e un quarto al giorno, facendo il confronto con la Germania servirebbero le ore di tre lavoratori tedeschi per fare il totale di due colleghi ellenici. "I tassi d'iscrizione sono del 92% per i bambini di 3 anni, del 94% per quelli di 4 e del 97% per i quelli di 5".

Other News