Sabato, 23 Settembre, 2017

Corea Nord, Usa per voto sanzioni l'11/9

Corea del Nord l'Onu approva nuove sanzioni Corea Nord, Usa per voto sanzioni l'11/9
Tiziana Canali | 13 Settembre, 2017, 22:20

In una nota rilanciata dalla Kcna, il ministero degli Esteri ha sostenuto che la risoluzione "fabbricata" dagli Usa punta a colpire il suo "legittimo diritto all'autodifesa". Per questo motivo la Corea del Nord condanna energicamente e respinge completamente tale risoluzione.

Nuove sanzioni dell'ONU alla Corea del Nord: il Consiglio di sicurezza ieri sera ha approvato all'unanimità una risoluzione per il bando alle importazioni tessili dal Paese asiatico e un tetto alle esportazioni di petrolio e gas.

Il documento stilato dal Consiglio di sicurezza, di fatto, cancella il nome di Kim Jong-un dalla lista nera dei sanzionati che, se mantenuta, avrebbe comportato il divieto di viaggiare e, insieme, il blocco dei beni patrimoniali. "Un altro Paese membro ha informato il panel di avere ragione di credere che il carico facesse parte di un contratto della Mining Development Trading Corp nordcoreana con la Repubblica siriana".

I destinatari, secondo gli esperti, "erano entita' siriane designate dall'Ue e dagli Stati Uniti come societa' di facciata del Centro di ricerche e studi scientifici siriano", che sarebbe responsabile "del programma di armi chimiche" del regime di Damasco. E, soprattutto, sono state votate anche da Cina e Russia, che fino ad oggi tentennavano. Tutte le parti dovrebbero "mantenere il sangue freddo" e "riprendere i negoziati il prima possibile", ha dichiarato l'ambasciatore cinese all'Onu, Liu Jieyi; il suo collega russo, Vassili Nebenzia, ha citato la necessità di un "accordo politico", ed ha avvertito che il mancato impegno delle parti per la ripersa dei negoziati "si tradurrebbe in una violazione diretta del consenso raggiunto in seno al Consiglio".

A cambiare da allora non è stato il comportamento della Corea del Nord ma quello degli Usa. Si tratta di una azione soft per consentire alla corea del Nord di guardare ad un atteggiamento diverso come ha sottolineato l'ambasciatrice americana all'Onu, Nikki Haley. "Dobbiamo fermare questa marcia verso un arsenale nucleare, dobbiamo tagliare i rifornimenti di carburante e i finanziamenti che lo sostengono", ha aggiunto Haley. La scelta e' loro. Il timore è che il dittatore si prepari al lancio di altri missili intercontinentali, nonostante la comunità internazionale abbia espresso alla Corea del Nord il proprio dissenso. La risposta nordcoreana, minaccia Pyongyang, potrebbe causare agli Usa "il più grande dolore e le più grandi sofferenze della loro storia".

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