Sabato, 23 Settembre, 2017

Catalogna, Cecchetti a Barcellona per la Diada

Indipendentisti catalani in piazza Referendum per l'indipendenza catalana: è guerra tra Barcellona e Madrid
Tiziana Canali | 13 Settembre, 2017, 01:02

Dopo una riunione con il capo, Josep Lluis Trapero, e con i responsabili della Guardia Civil e del Corpo Nazionale della Polizia, la procura ha emesso un comunicato a tutte le unità di polizia giudiziaria di eseguire l'ordine. In caso di accoglimento, come già accaduto nei giorni scorsi per i precedenti ricorsi, la "Ley" verrebbe sospesa poiché "illegale", aprendo così la porta all'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione che spoglierebbe la Catalogna di alcune competenze regionali, senza però colpire l'autonomia del territorio, almeno formalmente. Il ruolo della polizia catalana non è da sottovalutare, visto che gli agenti dipendono formalmente dal presidente della Generalitat Carles Puidgemont, che non ha intenzione di fare passi indietro: "solo il parlamento di Barcellona può destituirmi", ha detto. La norma era stata adottata dal Parlamento di Barcellona sfruttando un cavillo legale e dovrebbe entrare in vigore automaticamente il 2 ottobre, qualora vinca il fronte indipendentista. Puigdemont ha anche sottolineato che "organizzare un referendum non è un reato".

Oggi, a tre anni di distanza, tornano le stesse dinamiche che hanno impegnato per diverso tempo l'opinione pubblica spagnola.

La Catalogna ha sempre avuto un forte carattere identitario all'interno della Nazione spagnola, espresso sia a livello culturale che a livello economico e giuridico. Il corteo si trasforma in una gigantesca X umana per richiamare il segno sulla scheda elettorale per il referendum per l'indipendenza dalla Spagna del 1 ottobre.

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