Sabato, 23 Settembre, 2017

Smartphone in classe? La Ministra Fedeli dice sì

Fedeli smartphone a scuola le regole per poterlo usare Fedeli smartphone a scuola le regole per poterlo usare Di Barbara Vellucci 12 Settembre 2017
Tiziana Canali | 12 Settembre, 2017, 19:11

Secondo i dati dell'Ocse il 70% degli studenti affronterà l'anno scolastico con ansia, e per questo al Fedeli ha istituito tre gruppi di lavoro, con psicologi e associazioni per organizzare una due giorni a ottobre e affrontare il problema della scuola, coinvolgendo gli insegnati: "Un ragazzo può sbagliare, ma deve sapere che non è a scuola per essere giudicato, piuttosto aiutato a superare il suo limite". È in quest'ottica che venerdì prossimo la ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli istituirà una commissione ministeriale con lo scopo di regolamentare l'utilizzo dello smartphone in classe.

Ma questioni organizzative e di tempo hanno impedito alla Fedeli di poter far visita agli studenti della città, in occasione della sua visita per la firma della nuova struttura dell'Istituto nazionale di Astrofisica, nata dalla fusione dell'Osservatorio di Collurania e da quello di Campo Imperatore, che sarà sotto la guida del direttore Roberto Buonanno. La Ministra è convinta:"Il telefonino anche per l'apprendimento a 13 anni è un facilitatore".

uno strumento che facilita l'apprendimento, una straordinaria opportunità che deve essere governata".

E' pazzesco come si cerchi con lo smartphone di sdoganare il concetto di scuola e didattica digitale, mentre manchi tutto e i ragazzi (che non sono fessi) si rendano perfettamente conto che la scuola NON è importante proprio perché gli adulti le danno importanza solo a parole, altrimenti potrebbero avere gli stessi insegnanti per tutto il loro ciclo di studi, palestre, materiali, spazi. "Quello che autorizzeremo non sarà un telefono con cui gli studenti si faranno i fatti loro, sarà un nuovo strumento didattico". E invece... La digitalizzazione della scuola si farà con lo smartphone in classe.

Infatti nella nostra scuola stia diventando un delitto anche costringere i ragazzi a rendersi conto che se si sbaglia e non si studia si viene bocciati e che non si può vivere di perenni amnistie, come tra l'altro fanno i "grandi".

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