Domenica, 24 Settembre, 2017

Nuove minacce della Corea del Nord agli Stati Uniti

Kim Jong-un ordina agli scienziati di migliorare le armi nucleari Nuove minacce della Corea del Nord agli Stati Uniti
Tiziana Canali | 11 Settembre, 2017, 20:35

Pyongyang ha risposto alla diffusione delle notizie sulla risoluzione: "Gli Stati Uniti pagheranno un prezzo molto duro" per le loro azioni "da gangster" sulla risoluzione, "il mondo sarà testimone di una reazione severa della Corea del Nord contro gli Stati Uniti come non ne hanno mai vista", recita un comunicato - al solito zeppo di propaganda anti-americana - del ministero degli Esteri di Pyongyang.

"Il settore della Difesa, secondo la politica del "byeongjin"(cioè promuovere il progresso economico e lo sviluppo nucleare) dovrebbe fare proprie armi all'avanguardia in numero sempre maggiore", si legge nel quotidiano del Partito dei lavoratori.

Durante il Consiglio di sicurezza dell'Onu che si terrà oggi, gli Stati Uniti hanno espresso la volontà di mettere ai voti una serie di sanzioni più aspre nei confronti della Corea del Nord, sanzioni che prevedono tra l'altro l'embargo petrolifero e il congelamento degli asset del leader Kim Jong-un. È solo un trucco per nascondere la loro vera essenza criminale principalmente per le crescenti tensioni e minacce nucleari.

La Corea del Nord minaccia nuovamente gli Stati Uniti, che rischiano di "pagare a caro prezzo" e sperimenteranno "i più grandi dolori e le peggiori sofferenze" nel caso in cui dovessero spingere per nuove e più pesanti sanzioni. Ci sono vari segnali che potrebbero far capire ai nordcoreani che un'azione americana è imminente: l'allontanamento del personale diplomatico e dei cittadini americani dalla Corea del Sud, il rafforzamento dell'apparato aereo, per esempio. Il tutto in seguito al test nucleare nordcoreano del 3 settembre scorso, il più potente dei sei fatti finora da Pyongyang.

Oggi, 11 settembre, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite deciderà sulla richiesta di nuove sanzioni inserita in un piano presentato dall'ambasciatrice americana Nikki Haley la scorsa settimana. Cina e Russia, che hanno veto al CdS Onu, si trovano in una posizione più dialogante.

Anche i "vicini" sud-Coreani auspicano un esito favorevole: a dichiararlo è Park Won-soon, sindaco di Seul, che ha sottolineato come Pechino e Mosca debbano essere necessariamente coinvolte nello sforzo comune di applicare alla Corea del Nord le sanzioni decise dalla comunità internazionale.

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