Lunedi, 25 Settembre, 2017

Ape social donne, sconto di sei mesi per figlio

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Lucrezia Musilli | 10 Settembre, 2017, 11:50

È quello che il Governo ha illustrato ai sindacati per rendere più accessibile l'Anticipo pensionistico social nel corso del round di ieri sulla previdenza.

Decreto attuativo Ape volontaria firmato da Gentiloni: è questa la novità principale in tema pensioni che tuttavia attende ancora la pubblicazione del DPCM in Gazzetta Ufficiale prima della sua effettiva operatività. Si tratta di un prestito ponte su richiesta, commisurato e garantito dalla futura pensione di vecchiaia, concesso da una banca o da un'assicurazione convenzionate (ancora non sono stati sottoscritti accordi ad hoc) in attesa che si maturi la pensione "tradizionale".

Chi deciderà di chiedere l'ape volontaria per andare in pensione prima è bene che prima si faccia due calcoli per capire, in base alle ultime notizie rese note, quanto potrà effettivamente essere conveniente lasciare prima di solo qualche anno il proprio anno a fronte di penalità, rinunciando alla pensione piena. Ciò già limita il possibile anticipo a soli tre anni e sette mesi, mentre l'anticipo minimo per richiedere l'Ape è di sei mesi.

L'anticipo pensionistico consente di ricevere un assegno mensile che sia complementare o alternativo allo stipendio, prima della pensione vera e propria e, nel caso di lavoratori in difficoltà, è a carico dello Stato: l'Ape volontario, invece, comporta un costo per chi vi accede, trattandosi di una decurtazione dalla pensione per finanziare il prestito necessario ad anticipare l'uscita dal lavoro.

Nel dettaglio, l'anticipo pensionistico dovrebbe costare al pensionato, per ogni anno di prestazione, una rata sulla pensione netta futura che andrà da un minimo del 2% fino al 5-5,5% medio annuo; il valore netto della penalizzazione, però, sarà inferiore grazie a un credito d'imposta che può arrivare fino al 50% dell'interesse sul finanziamento e sul premio. Terminata la restituzione del debito, la pensione verrà corrisposta nella sua interezza.

Al lavoratore spetta la facoltà di decidere la percentuale di pensione da anticipare e la durata dell'anticipo pensionistico, mentre la normativa stabilisce i tetti massimi di anticipo richiedibile, a seconda della durata del prestito. In questo modo le donne che potrebbero accedere all'Ape social quest'anno passerebbero da 11 mila a 15 mila. La decorrenza sarà da maggio ma con fare retroattivo. Si dovrà restituire nell'arco di 20 anni, con rate mensili trattenute sulla pensione. L'Ape volontaria insieme alla Rita (Rendita integrativa temporanea anticipata) "sono un ulteriore strumento che le persone, appunto volontariamente, potranno utilizzare se lo riterranno conveniente", afferma Furlan, ricordando che arrivano "dopo il varo dell'Ape sociale e della pensione anticipata per i lavoratori precoci, l'eliminazione delle ricongiunzioni onerose". 300mila i lavoratori che smetteranno di lavorare per effetto della riforma.

E non pare arrestarsi l'aumento della soglia di accesso all'età pensionabile, visto che dal 2019 raggiungerà i 67 anni per tutti.

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