Lunedi, 25 Settembre, 2017

Bambina morta di malaria. Potrebbe essere stata contagiata a Bibione

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Bindo Vilardo | 07 Settembre, 2017, 18:48

Mentre all'ospedale Santa Chiara di Trento è previsto il primo incontro tra gli esperti del ministero della Salute che dovranno indagare sulle cause che hanno portato alla morte.

La procura di Trento ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e gli accertamenti si concentrano anche sulle tempistiche di incubazione della malattia.

"Se dalle analisi in corso emergesse che il ceppo o variante di Plasmodium Falciparum che ha provocato la malaria nei due bambini ricoverati a Trento e nella piccola Sofia fosse lo stesso, allora il contagio della bambina sarebbe sicuramente avvenuto in ospedale ma resterebbe da capire in che modo", afferma all'ANSA il vicepresidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali, Massimo Galli.

Ci vogliono dai 7 ai 20 giorni affinché la zanzara vettore che ha punto un malato diventi infetta e altri 7/20 perchè il soggetto sano punto per secondo sviluppi la malaria.

Sofia era stata infatti ricoverata per diabete all'ospedale di Portogruaro e a Trento, tornando nell'ospedale della sua città per problemi di febbre alta: qui le era stata diagnosticata una faringite, diagnosi poi modificata in malaria dopo gli esiti degli esami. Tutte le opzioni allo stato restano sul tavolo e nessuna può essere esclusa: giovedì sarà eseguita l'autopsia sul corpo della bambina di 4 anni che nei giorni scorsi è deceduta agli Spedali Civili di Brescia dopo essere trasferita dal nosocomio di Trento.

"Dalle prime indicazioni che abbiamo avuto pare che la bambina potrebbe aver contratto la malaria in ospedale, a Trento, il motivo per il quale sarebbe un caso molto grave. Questo perché per trasmettere la malaria non basta una goccia di sangue che si poggia su una ferita, ci vuole una inoculazione di sangue infetto", ha concluso.

È già stato verificato che a Sofia non sono state fatte trasfusioni "ed è anche escluso che ci sia potuto essere un contatto accidentale di sangue infetto con il sangue di Sofia". Sembra quindi altamente probabile che ad infettare Sofia siano stati, indirettamente, i due bambini.

"Stamattina una equipe mista del ministero della Salute e dell'Iss è partita per Trento, abbiamo mandato i nostri migliori tecnici, il direttore del dipartimento di malattie infettive Gianni Rezza e il nostro entomologo, che è una delle eccellenze mondiali su questo settore". Scopo, per il momento, è capire se l'approccio terapeutico è stato corretto o se ci siano state sottovalutazioni dei sintomi, all'inizio attribuiti a una laringite o comunque a una patologia diffusa in Italia prima della diagnosi di malaria. Questo tipo aggressivo di morbo viene trasmesso dal Plamodium Falciparum, la specie più aggressiva di un protozoo parassita trasmesso dalla zanzara Anopheles (nella foto qui sopra). So che la piccola non è stata all'estero.

Il contagio da persona a persona è impossibile, l'ipotesi di un contagio attraverso siringhe o altra attrezzatura ospedaliera lo è quasi altrettanto, visto che si tratta di strumenti mono-uso. "Bisogna vedere se intorno alla bambina c'è qualcuno che ha viaggiato in un qualche paese malarico: sono indagini molto complesse, ogni anno milioni di persone viaggiano in quei paesi e ritornano in Italia".

Carosi fa riferimento a un caso registrato a Grosseto nel 1997: anche in quel caso era la prima volta in trent'anni.

Malaria, si cercano le cause del contagio.

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