Domenica, 23 Luglio, 2017

Turchia: parla il nemico di Erdogan, Fethullah Gulen - L'Indro

Oltre settemila licenziamenti tra poliziotti funzionari e accademici Tayyip Erdogan
Surano Nicolai | 17 Luglio, 2017, 12:48

Prima di ogni telefonata, in tutta la giornata, il messaggio di auguri del presidente, ma il clou è stata la serata tra Istanbul e Ankara con una marea infinita di persone radunata su tutto il ponte sul Bosforo davanti al palco dove poi ha preso la parola il capo dello Stato e non solo. I presunti golpisti dovrebbero entrare in tribunale indossando una "uniforme, come quella dei detenuti a Guantanamo", ha suggerito poi il presidente, che si appresta a dare il via libera nel Consiglio di sicurezza nazionale di domani all'estensione per altri 3 mesi dello stato d'emergenza, in vigore dal 20 luglio scorso.

Il 15 luglio luglio sarà "il giorno della democrazia e dell'Unità nazionale" in Turchia per ricordare gli oltre 250 morti nella notte del tentato golpe.

Il parlamentare è stato arrestato dopo una condanna in primo grado a 25 anni per "rivelazione di segreto di stato" nel processo sulla fuga di notizie relativa al traffico di armi destinate alla Siria attraverso tir dei servizi segreti turchi nel 2014, reso pubblico l'anno successivo da un'inchiesta del quotidiano Cumhuriyet che ha portato all'arresto anche del direttore del quotidiano Can Dundar e del caporedattore Erdem Gul con l'accusa di spionaggio e divulgazione di segreti di Stato.

In Parlamento Kemal Kılıçdaroğlu, leader del Partito Popolare Repubblicano (CHP), il principale partito di opposizione, ha criticato il governo dicendo: "Questo Parlamento, che ha subito un bombardamento, è stato reso obsoleto e la sua autorità è stata cancellata".

L'AKP di Erdoğan, invece, deriva da un altro filone dell'Islam politico, quello rappresentato dai Fratelli Mussulmani: si tratta di una visione più aggressiva per la quale la gestione diretta del potere è un passo fondamentale.

Tradizionalmente, l'Esercito ha una forte avversione per i movimenti dell'Islam politico. "Insieme - scrive ancora Junker - possiamo raggiungere di più di quanto si raggiunga ciascuno per conto proprio".

Ascoltare e riascoltare le frasi pronunciate nelle ultime ore dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan provoca due reazioni, entrambe indignate: una imposta dall'orrore, l'altra dall'estremo imbarazzo.

Un anno fa, il 15 luglio 2016, un gruppo di militari tentava il più inconsueto e breve colpo di stato nella storia della Turchia.

Questo dal 2003 al 2012. Tra cui spicca l'avvicinamento alla Russia.

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