Giovedi, 21 Settembre, 2017

Omicidio di Yara, Bossetti in aula: "Poteva essere mia figlia"

Maura Gambirasio mamma di Yara Yara, Bossetti a processo: DNA è sbagliato, sentenza sia di innocenza
Tiziana Canali | 17 Luglio, 2017, 13:08

Massimo Bossetti, rende dichiarazioni spontanee a conclusione del processo d'appello che lo vede imputato a Brescia per l'omicidio di Yara Gambirasio e rivolge "un sincero pensiero" alla vittima. "Pensate come può sentirsi una persona attaccata con ipotesi fantasiose e irreali", ha spiegato nel ribadire la sua innocenza.

I giudici, dopo le dichiarazioni spontanee di Bossetti, si sono riuniti in camera di consiglio per emettere il verdetto sull'imputato. Contro l'imputato - ha sostenuto il rappresentante dell'accusa - anche le fibre trovate su Yara, simili a quelle dei sedili del suofurgone Iveco Daily, la sferette metalliche sulla tredicenne di Brembate di Sopra, le celle telefoniche e le riprese delle telecamere nella zona del centro sportivo di Brembate. Il muratore ha anche stigmatizzato il modo con cui fu arrestato: "C'era necessità di scomodare un esercito e umiliarmi davanti ai miei figli e al mondo intero?". Bossetti, già condannato all'ergastolo in primo grado, ha ancora una volta rivendicato la sua innocenza, scrivendo una lunga lettera inviata in esclusiva al Quotidiano Nazionale, in tutto diciassette righe firmate sulla facciata di un foglio protocollo.

E' attesa per la giornata di oggi la sentenza da parte della Corte d'Assise per quanto riguarda l'omicidio di Yara Gambirasio. Se fossi l'assassino sarei pazzo a chiedere la perizia, invece io non temo nulla. O comunque un'ordinanza, nel caso in cui i giudici, presieduti da Enrico Fiaschetti, dovessero decidere di accettare la richiesta da parte del muratore di Mapello per una ripetizione dell'esame del Dna trovato sul corpo della bambina.

Ma ha attaccato duramente chi quel giorno lo andò a prelevare, per le modalità di esecuzione dell'arresto: "Sono stato trattato come un vero mostro" ha concluso Bossetti.

La prova scientifica "assolutamente affidabile" per l'accusa va letta insieme agli altri indizi di un'indagine. "Io gli rispondo che il papà deve uscire da dove sono entrati loro a testa alta", le parole dell'imputato. Al centro degli scontri, in particolare, la prova del materiale genetico che ha portato in carcere Bossetti il 16 giugno 2014. Di diverso avviso la difesa che sostiene che la 13enne è stata portata lì solo successivamente, come dimostrerebbe una foto satellitare del 24 gennaio 2011, poco più di un mese prima del suo ritrovamento.

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