Domenica, 23 Luglio, 2017

Charlie Gard: "improbabile" che la sentenza arriverà oggi

Ticinonline - La famiglia di Charlie Gard: «La lotta non è finita» Charlie Gard, i medici ci riprovano: parte la cura sperimentale
Bindo Vilardo | 14 Luglio, 2017, 22:26

Si è tenuta davanti all'Alta Corte di Londra l'udienza sulle cure sperimentali. Il giudice ha infatti chiarito fin dall'inizio che non intende protrarre le udienze all'infinito, ma anche che "i tempi non devono prevalere sulla giustizia": ed è evidente che non vuole apparire come qualcuno che abbia preso in maniera affrettata quella che è una decisione sulla vita e la morte. Il giudice Francis ha aperto l'udienza annunciando: "Voglio che i genitori sappiano che un gran numero di persone hanno lavorato sodo per l'interesse di Charlie e il suo benessere, per tutti noi è la principale preoccupazione anche se approcciata in modi diversi". "E il paradosso è che tanti medici stranieri gliela darebbero, mentre quelli inglesi, quelli del suo Paese, no", ha spiegato.

Da qui è nata la discussione con il giudice che ha chiesto all'ospedale Great Ormond Street Hospital di fornire i dati esatti sul bambino "entro il 14 luglio".

Galantino: "Dare ascolto ai genitori" - Sul caso di Charlie Gard la Chiesa italiana è tornata ad esprimersi con le parole del Segretario generale dei vescovi, Nunzio Galantino: "Bisogna dare ascolto ai genitori".

Sembra che domani l'udienza sarà finalizzata a capire i tempi per arrivare ad un meeting multidisciplinare, che si dovrebbe tenere nel giro di qualche giorno secondo il giudice, per trovare un consenso tra le differenti visioni relative al caso di Charlie. "Io vedo segni di miglioramento".

Il professore aggiunge che al Bambin Gesù hanno applicato un protocollo di trapianto di fegato sperimentato sui topi per combattere una malattia metabolica gravissima su un bimbo russo in condizioni pre terminali. Quel codice della vita che nei geni del piccolo Charlie presenta degli errori, responsabili del malfunzionamento delle centrali energetiche delle sue cellule, i cosiddetti mitocondri. Del resto lo stesso giudice inglese in primo grado ha detto, rammaricato, che non avrebbe voluto che questo caso giungesse fino alla Corte, ma che in realtà doveva e dovrà in futuro risolversi in questo dialogo tra paziente, familiari e medico.

La quantità delle firme raggiunte per la petizione, ha dato ancora più coraggio ai genitori del piccolo.

MEDICO USA - L'elettroencefalogramma del piccolo Charlie Gard "mostra una disorganizzazione dell'attività cerebrale, non un danno strutturale maggiore".

"L'unico modo per dire quanto sia permanente la disfunzione cerebrale" del piccolo Charlie Gard "è tentare la terapia", ha spiegato ancora. Quando la seduta riprende, è il momento della testimonianza in videocollegamento da New York del dottore americano che sostiene di avere una terapia per il piccolo Charlie.

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