Mercoledì, 20 Settembre, 2017

Cdm banche venete: via libera al decreto

Banche venete Via libera del consiglio dei ministri al salvataggio Banche venete Via libera del consiglio dei ministri al salvataggio
Germana Franza | 26 Giugno, 2017, 17:32

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legge che prevede la stabilizzazione e la ristrutturazione dei due Istituti.

Dallo Stato arrivano 5,2 miliardi subito per salvare le banche venete, garantire l'apertura degli sportelli, ed evitare il caos che si sarebbe creato con un "fallimento disordinato". "Confido ora in un sostegno ampio da parte del Parlamento", ha detto il premier Paolo Gentiloni, in conferenza stampa al termine del cdm. Sono le dichiarazioni della Banca Centrale Europea (Bce) che nella tarda serata di venerdì 23 giugno ha informato il Single Resolution Board (Srb), l'organismo che gestisce le maggiori crisi bancarie, ha stabilito che non ci sono le condizioni per la messa in risoluzione delle banche venete secondo le direttive Ue. Ci ha ripensato? "Chiederemo delle modifiche urgenti al decreto o che si sospendano i lavori".

Quando nella primavera 2016 la Popolare di Vicenza si preparava all'aumento di capitale, assistita dall'Unicredit, e l'operazione andò a monte, fu il governo a lanciare l'operazione Atlante: oltre quattro miliardi raccolti con una pesante "moral suasion" tra banche, fondazioni e compagnie assicurative. La società che a causa di una gestione a dir poco "sbagliata" si trova in cattive acque, viene sdoppiata in due pezzi (ai tempi della compagnia di bandiera erano la Lai e la Cai) ora si parla di una bad bank e di una good bank. La Banca d'Italia ha nominato i commissari liquidatori nelle persone di Fabrizio Viola, Claudio Ferrario e Giustino di Cecco per la prima e Fabrizio Viola, Giuliana Scognamiglio e Alessandra Leproux per la seconda. Un veicolo supportato dalla due banche, dai quasi 800 milioni di bond subordinati emessi e, se servisse, anche dallo Stato.

Non si hanno ancora notizie circa l'inizio del Consiglio dei ministri dedicato al decreto per il salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Inoltre, secondo il premier il decreto "va a favore della buona salute del nostro sistema bancario, della sua efficienza". Tale importo sarà accantonato in un apposito fondo, tenuto conto degli effetti fiscali correlati all'utilizzo, e risulterà quindi neutrale per l'utile netto dell'esercizio; garanzie pubbliche, per un importo corrispondente a 1,5 miliardi di euro dopo le imposte, volto alla sterilizzazione di rischi, obblighi e impegni che coinvolgessero Intesa Sanpaolo per fatti antecedenti la cessione o relativi a cespiti e rapporti non compresi nelle attività e passività trasferite. L'ammontare complessivo massimo delle garanzie offerte - ha sottolineato Padoan - è pari a 12 miliardi aggiuntivi, che porta la cifra a circa 17 miliardi in totale.

Nessun impatto sul debito pubblico, se non quello già preventivato, per i slavataggi bancari, per 20 miliardi. E' evidente che queste due cose non stanno insieme: "il governo ha utilizzato le regole europee rispettandole in pieno e nel modo migliore possibile, cioè sfruttando tutti i margini a disposizione oggi".

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